Le ostriche secondo Carmelo Trentacosti

Palermitano d’origine, a Palermo è tornato per amore Carmelo Trentacosti, dopo aver girato l’Italia e una buona parte del mondo spinto dal suo lavoro di chef. Lombardia, Isole Eolie, ma soprattutto Veneto, dove ha conosciuto sua moglie con la quale ha poi fatto rientro a Palermo.

Ed è lì che nel 2012 Carmelo ha ricevuto la proposta di Villa Igiea, dove ben presto è diventato executive chef e ha iniziato un percorso durato circa otto anni che lo ha portato a cucinare per alcune delle più eminenti personalità italiane e straniere.

Nel 2018 Villa Igiea ha chiuso per ristrutturazione e lo chef ha iniziato una nuova avventura: è lui il capitano nella cucina di MEC, che lui stesso definisce “un ristorante nel museo e un museo nel ristorante”.

Situato al piano nobile di Palazzo Castrone, MEC è parte integrante del progetto ambizioso di Giuseppe Forello, racchiuso nell’acronimo stesso nascosto nel nome MEC: meet, eat, connect. Un museo dunque, che ha l’intento di documentare la rivoluzione informatica, dedicato specificamente ad Apple, con un’esposizione che comprende più di 4000 pezzi originali a partire dal mitico Apple One.

Un luogo unico dove lo chef ha modo di proporre la sua cucina, profondamente legata al territorio ma anche estremamente tecnica, che ha come risultato un magico equilibrio tra tradizione e rivisitazione. La grande attenzione alla materia prima ha portato Carmelo a privilegiare le specialità del territorio portando però con sé alcune eccellenze dai suoi numerosi viaggi, compreso qualche elemento estero. Tra questi, anche le ostriche: ed è per questo che abbiamo parlato con lui, per confrontarci e scoprire il suo approccio a questi molluschi per noi così speciali.

Lo chef ci ha raccontato che le ostriche nel suo menu sono già entrate più volte, e che lui le predilige crude: così la sua proposta principale a base di ostriche al ristorante MEC è uno spaghetto cotto in acqua di pomodoro con origano fresco, zucchinette disidratate e ostrica battuta.

Anche con i drink Trentacosti è in grado di valorizzare l’ostrica: e così ci racconta di quanto sia fantastico un Virgin Mary preparato con pomodoro, cetriolo e acqua di mela con una Fine de Claire tuffata dentro. Per rendere il drink ancora più speciale, lo chef ci rivela che il massimo è aggiungere una macinata di pepe di Timut, che ha un retrogusto agrumato.  Lui ci aggiunge anche un altro ingrediente, ma è un segreto che non intende rivelare: si tratta di un elemento che ha un potere quasi anestetizzante, di più non si sbottona. Che dire? Non vediamo l’ora di poter tornare al MEC per gustare questo nettare che promette meraviglie!

Gli chiediamo quale abbinamento preferisce se si tratta di gustare le ostriche con un aperitivo, e lui non ha dubbi: accompagnate da un ottimo Gin Tonic.

Ed è così, al naturale, che consiglia di gustarle a noi che siamo a casa: l’esperienza dell’ostrica al naturale, lui dice, è unica. Siamo d’accordo, ma il suo Virgin Mary ce lo siamo segnato in agenda tra le cose da assaggiare al più presto.

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GLI SPAGHETTI DI CARMELO TRENTACOSTI

MEC RESTAURANT

Via Vittorio Emanuele 452

90134 Palermo

347 753 2005

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